L’ultima, invece la Sala “N” è dedicata al cavallo, in essa sono contenuti i finimenti e gli arnesi relativi all’uso di questo come animale da lavoro. Il lussurgese, dall’allevatore al contadino, viveva la propria vita lavorativa insieme al cavallo, considerandolo un compagno essenziale e prezioso, di vanto, visto che oltre al lavoro, veniva impiegato nelle varie Ardie e corse spettacolari.
Questa sala è nata successivamente anche perché essa prima conservava i reperti archeologici del territorio lussurgese.

 

I reperti archeologici che costituiscono la Sala “M”, attualmente non hanno trovato una loro collocazione e anche se una parte di essi è sistemata nella stanza assieme agli oggetti riguardanti il cavallo, tuttavia sono stati ordinati per terra in attesa di una definitiva sistemazione. Si tratta di alcuni reperti risalenti al periodo prenuragico, nuragico, punico e romano, trovati grazie all’insostituibile opera di ricerca del gruppo del Maestro Salis che ne ha curato l’inventario e la custodia.